Myconian Ambassador - Family Story

LA STORIA DELLA NOSTRA FAMIGLIA

UNA PASSIONE DI FAMIGLIA

C’è qualcosa in un’azienda di famiglia e nella sua sintesi unica di patrimonio, lealtà ed emozioni, che cattura l’essenza del lusso e spiega la forza di alcuni dei più grandi portafogli di tutto il mondo. Questa qualità è alla base del successo di Myconian Collection.

‘I miei genitori hanno costruito Myconian Collection da zero e io ed i miei fratelli siamo orgogliosi delle nostre radici come lo siamo di quanto ci siamo ingranditi’, dice Vangelis Daktylides, riferendosi all’impero alberghiero che comprende sette degli alberghi di lusso leader a Mykonos, due dei quali partner di Relais & Châteaux.

La Mykonos della gioventù di George Daktylides era molto diversa da quella di oggi. L’isola viveva di un’economia di baratto ancora negli anni ’50. ‘Mia madre vi dirà che, come tutti gli abitanti che vivevano dei frutti della terra, scambiavano formaggi, salumi, pesce sotto sale e prodotti con la gente di città per prodotti importati come zucchero, farina, riso, caffè e spaghetti, per non parlare delle importantissime sigarette, vendute singolarmente da una grande scatola ‘, spiega Vangelis.

L’isola era un segreto ben custodito fino a quando gli yacht dell’alta società degli anni ’60 hanno cominciato a gettare l’ancora nella rotta verso le magnifiche rovine di Delo..

La principessa Soraya, Grace Kelly, Marlon Brando e Liz Taylor, solo per citarne alcuni, seguirono Onassis e Jackie O. Inoltre è risaputo che Dior incoronò il sarto della città Josef Salachas ‘Le Roi du pantalon‘ (‘il re di pantaloni’), ispirando Givenchy a collaborare con Josef per una collezione di alta sartoria. Il segreto era svelato e a ruota arrivarono i cosiddetti boho chic degli anni ’70.

George tornò dal servizio militare con grandi sogni, tra cui quello di chiedere la mano della giovane Eleftheria di Delo. Per guadagnare da vivere, guidava un autobus che trasportava uomini e materiali dalla città alle miniere di barite. Ben presto però convinse i suoi fratelli ad investire per acquistare un veicolo, e poco dopo con una flotta di venticinque autobus gestivano l’unica rete di mezzi pubblici dell’isola. ‘Da bambini vendevamo i biglietti sugli autobus di nostro padre, che era il sogno di ogni ragazzino’, dice Vangelis.

Al tempo stesso, George iniziò il commercio di cemento, mattoni e sabbia che trasportava alle miniere e nei cantieri, e per dieci anni preparava calcestruzzo e trasportava l’acciaio utilizzato per il rinforzo strutturale. ‘Ricordo ancora il rumore che facevano tutti e due i miei nonni che martellavano l’acciaio proprio sotto casa nostra. Tutto era fatto a mano e a tavola, quando mio padre raccontava la sua giornata di lavoro, che magari comprendeva l’aver scaricato circa quattromila sacchi di cemento al porto.’

Nel frattempo, la ricettività turistica sull’isola era cresciuta modestamente con un paio di alberghi finanziati dallo Stato in città, Lito e Xenia, oltre all’offerta informale di camere in affitto e pensione. Non che questo dissuase i visitatori, dato che oltre che per le sue spiagge sabbiose, Mykonos era rinomata per l’eccezionale ospitalità dei suoi abitanti. Negli anni ’80 non era raro che escursionisti a corto di liquidi fossero invitati a sistemare i loro sacchi a pelo sulle terrazze private e a dormire sotto le stelle.

Con i suoi promettenti contatti nel campo del commercio e delle costruzioni, George decise che era giunto il momento di intraprendere uno sviluppo in proprio, avendo intravisto l’opportunità di costruire il primo albergo a Mykonos fuori città. Vangelis racconta: ‘Un giorno arrivò a casa su una scavatrice Caterpillar 920 che aveva comprato di seconda mano. Scavò le fondamenta dei nostri primi quattro alberghi e rimase il suo veicolo preferito, anche molto tempo dopo quando poteva avere tutte le auto che voleva.’ Quando nel 1979 aprì l’albergo Kohili con venticinque camere, George diventò il terzo albergatore dell’isola. Situato in alto, sopra il porto di Alefkandra e direttamente affacciato sui sette famosi mulini a vento del XVI secolo che si ergono come sentinelle sul bordo della Chora, imponeva ampie vedute sul Mar Egeo di giorno e dello spettacolo scintillante della città di notte. Fu un successo immediato, sulla cui forza un anno dopo fu costruito l’albergo Korali, con un numero doppio di camere.

Il loro successo era costruito sul duro lavoro. Eleftheria preparava la prima colazione per tutti gli ospiti e si occupava dei servizi di pulizia e lavanderia, oltre a fornire i pasti ai quaranta lavoratori edili che erano impegnati ad erigere la nuova struttura. Allevava anche quattro figli e riusciva a trovare il tempo per portare tutti i giorni i suoi ragazzi a nuotare. Durante la pausa scolastica estiva, questi dovevano aiutare in albergo, portando i vassoi per la colazione, apparecchiando e sparecchiando i tavoli e imparando il mestiere. ‘Sento ancora il profumo della torta che mia madre cuoceva nella nostra cucina per l’albergo,’ ricorda Vangelis. ‘Si emoziona quando si parla di quei tempi e credo che sia perché ha ricordi belli e brutti. I miei genitori hanno sacrificato tutto per creare questa opportunità per noi. Papà lavorava dalla mattina alla sera e ha reinvestito tutti i profitti nell’azienda, e mia madre aveva un paio di scarpe buone per la domenica, che si metteva solo sulla soglia prima di entrare in chiesa.’

Il tocco personale e l’attenzione al dettaglio che ancora oggi definisce Myconian Collection. Il risultato è una clientela fedele e una reputazione che si è diffusa per passaparola. Sei anni più tardi, gli alberghi Kyma e Kalypso si unirono a Kohili e Korali per formare quello che divenne noto come “K-Hotels’. ‘Il piano originale di mio padre era quello di lasciare un albergo a ciascuno dei suoi quattro figli quando sarebbe andato in pensione,’ dice Vangelis, ‘ma gli piaceva così tanto guidare quella scavatrice che ha continuato e ne ha costruiti altri sei, a iniziare dal primo albergo a cinque stelle sull’isola.’

‘Anticipando la crescita della domanda per le destinazioni di lusso, nel 1986 George aveva acquistato terreni sulla costa meridionale. Il terreno migliore aveva posti centrali con ampie vedute della baia di Platis Gialos, ma era dominato da grandi massi di granito. Questi sono stati selettivamente rimossi e integrati in una struttura terrazzata lungo il pendio, per garantire la vista da ogni camera. Questo albergo che si è aggiudicato le cinque stelle immediatamente dopo la sua inaugurazione nel 1992 – il primo impianto di lusso del suo genere sull’isola – è, naturalmente, l’Ambassador Hotel.

‘A quel punto, i miei genitori si sono resi conto che avevamo bisogno di una formazione internazionale nel campo della gestione d’impresa. ‘ Tutti e quattro i figli hanno frequentato il miglior istituto nel suo genere, la famosa École Hôtelière di Losanna. ‘Non ci siamo mai posti la domanda se era quello che volevamo fare.’

Negli anni ’90, hanno aperto molti altri alberghi di lusso a Mykonos, portando nuovi ospiti, in particolare dal Nord America e in seguito dall’Europa centrale, e, naturalmente, gli amanti delle feste. ‘Mykonos è un’economia a sé stante, che conserva il suo fedele seguito anche negli sporadici periodi di problemi politici o di crisi finanziaria,’ commenta Vangelis. E quando tutti e quattro i figli sono tornati sull’isola, furono d’accordo con il padre che era il momento di espandersi di nuovo. Hanno comprato il primo terreno in pendenza sopra la spiaggia sabbiosa di Elia e nel 2000 hanno costruito un secondo albergo a cinque stelle, il Royal Hotel. Anno dopo anno, si sono assicurati più terreni e, infine, hanno aggiunto a Myconian Collection l’Imperial Hotel nel 2002, il Myconian Villas nel 2012, Utopia Hotel nel 2013 e nel 2014 Avaton Hotel.

Nel 2015 hanno rinnovato l’Ambassador: (per saperne di più) ‘Vangelis ha incaricato Galal Mahmoud, architetto di fama internazionale, di assumere la trasformazione su larga scala di questo popolare Relais & Châteaux. ‘Abbiamo imparato dai nostri genitori che hanno sempre cercato di migliorare se stessi e l’azienda. Ci hanno insegnato la necessità di ingrandirsi e di innovare. Nel 2016, torneremo ai nostri inizi con la ristrutturazione dei primi K-hotel, e costruiremo un nuovo boutique hotel in collaborazione con lo stesso architetto.’

Ancora oggi, cinque anni dopo aver dato le dimissioni da amministratore delegato, George Daktylides continua ad essere un uomo molto occupato. ‘Il suo modo di rilassarsi è quello di essere coinvolto nei nuovi progetti e di garantire che tutti e nove i nipoti abbiano un rifornimento costante di ‘ vero cibo ‘. Una volta alla settimana fa il giro di tutte le nostre case con la sua Toyota Hilux con vassoi di uova fresche sul sedile del passeggero e carne di agnello e di capretto sul sedile posteriore, così come formaggi e dolci fatti da Eleftheria. ‘Come potete vedere, ho già trovato cosa fare quando vado in pensione, dice Vangelis. ‘È una bella cosa essere quattro fratelli, perché i compiti da affrontare sono difficili.’

Una volta qualcuno mi ha chiesto quale saggi consigli ci hanno dato i nostri genitori. La mia risposta è stata breve: ci hanno dato l’esempio. Credo che in francese ci sia un termine per questo: l’éducation silencieuse. Siamo i critici più onesti e gli alleati più fedeli l’uno dell’altro. Quando bilanciamo le esigenze pragmatiche di un business competitivo con emozioni profondamente radicate, non stiamo solo facendo la pianificazione di un esercizio, ma anche per la prossima generazione.’

Questo senso della famiglia e di crescita organica pervade l’Ambassador. Il nostro personale lo sente: ‘Nostra madre ci ha mostrato l’importanza di rimanere coi piedi per terra. Lei conosce ancora per nome il personale regolare e ricorda i dettagli della loro vita.’ Il personale trasmette questa qualità nel servizio personalizzato con cui si prende cura degli ospiti. Facciamo ogni sforzo possibile per sostenere lo sviluppo professionale e la crescita personale di tutto il nostro staff mediante una formazione coerente.

Inoltre, gli ospiti possono gustare i sapori unici dell’isola grazie all’eccezionale relazione dell’albergo con i propri fornitori. ‘Alcuni collaborano da trent’anni. Ai tempi di mio padre, il nostro pesce fresco lo portava Nicos e ora i suoi figli forniscono noi. I prodotti locali – pomodori, cetrioli, melanzane, zucchine, peperoni, cipolla, aglio, limoni ed erbe aromatiche – sono tutti coltivati esclusivamente per i nostri ristoranti gourmet. Molti sono i fornitori informali, come Panagiotis un vecchio amico di mio padre che cattura polpi nelle acque intorno a Delo solo per la sua famiglia e per il nostro chef. E, naturalmente, l’agnello e il maiale sono di mio padre.’

C’è una vera sensazione che siamo tutti collegati, e non solo da Internet.’ ‘Come gente del posto’, dice Vangelis, ‘vi è una dipendenza reciproca fra la gente e la terra di Mykonos, e con il resto del mondo attraverso i nostri ospiti.’ I loro figli vanno a scuola sull’isola. I loro alberghi riciclano tutti i rifiuti e la biancheria che non soddisfa gli standard Relais & Châteaux viene devoluta a case di riposo, prigioni e monasteri. ‘La nostra filosofia di gestione e il nostro approccio operativo quotidiano riflettono il nostro impegno per l’isola, attraverso iniziative di conservazione ambientale, rifornimento a livello locale e sostegno costante alle comunità delle isole Cicladi.‘

Alcuni ospiti hanno assistito a tutta l’evoluzione di Myconian Collection a partire da Kohili Hotel, e ritornano anno dopo anno, non solo sapendo che il servizio eccellente continua, ma anche aspettando un elemento di sorpresa. ‘Dobbiamo continuare a muoverci. L’ottima ospitalità è come tener viva la storia d’amore in una relazione seria’.

Qui sta il segreto: il vero lusso è una sensazione che non può essere trasmessa solo dall’esclusività, dalla precisione e dall’estetica. Provando il vero sentimento, si tocca qualcosa di cui non ci si può mai stancare e che lascia un’impressione duratura.